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BISESSUALITA' E PSICODRAMMA di Paul Lemoine

L'identificazione di un uomo o di una donna con il proprio sesso anatomico non sembra essere ovvia. L'inversione è una fase normale dell'evoluzione edipica, si appoggia sulla bisessualità dell'essere umano.
Nella fase fallica, dice Jones, l'inversione costituisce una difesa contro la minaccia di castrazione. Sta di fatto che questa difesa si liquida male e lascia tracce nell'adulto.

Che cos'è questa inversione? Mentre i moti teneri del figlio verso il padre provocano la sua femminilizzazione, il desiderio del pene della bambina fa sì che in questo stadio la bambina si identifichi con l'uomo. Parlare di difesa equivale a far riferimento alla teoria di Jones. Per Freud la virilità è primaria nei due sessi, ed è rinunciando ad essere uomo che la bambina entra nella fase fallica. La sua virilità scompare secondo una pendenza che la fa scivolare simbolicamente dal pene al bambino. Per Jones e la scuola inglese degli anni 1928-1930, la fase fallica è una difesa, la repressione del comportamento eterosessuale identico nei due sessi sarebbe volta a preservare l'integrità degli organi sessuali.
Mentre l'uomo finge di essere spossessato del pene per conservarlo, la donna finge di averlo per proteggersi dall'angoscia di essere colpita nel proprio corpo.
Che si dia ragione a Jones o a Freud l'Edipo invertito è uno stadio a cui nessuno sfugge.
Bisogna ancora notare che le reazioni contro la paura, se lasciano delle tracce in questo stadio, non intaccano veramente il comportamento sessuale finale. Così uomini femminili e donne virili possono, ad esempio, essere coniugi o amanti molto soddisfacenti. Del resto la loro inversione non è sempre evidente e accade che nello psicodramma venga rivelata dal ribaltamento dei ruoli o dall'analisi di un sogno.
La sorpresa è a volte totale: il terapeuta scopre, proprio mentre la indica ad una donna apparentemente iperfemminile, o ad un uomo, la loro bisessualità. Ma nell'uomo la femminilità si lascia intravedere meglio nell'atteggiamento. In ogni modo, per il fatto che nel gioco l'azione precede l'intenzione, il riconoscimento ha luogo grazie a quell'effetto retroattivo (après-coup), che costituisce l'originalità e quindi l'efficacia dello psicodramma.

I - La bisessualità nella donna

Prendiamo, per cominciare, esempi femminili. Ci rivelano quella invidia del pene dello stadio fallico a cui abbiamo accennato.
Quando assume il ruolo dell'uomo, nella scena di seduzione da lei vissuta con un vecchio amico, Lydia appare molto a proprio agio. Molto di più che nel suo ruolo di donna.
Sono seduti sul divano. "Vorrei fare l'amore con te", dice lei assumendo il ruolo dell'uomo nella scena di seduzione in cui si .rappresenta (sono stati invertiti i ruoli). Poi, riprendendo il proprio posto nella scena, dice nel suo ruolo femminile "Sì, piacerebbe anche a me, deciditi". Tuttavia a disagio, si alza all'improvviso e chiede: "Portami al mio albergo". Quando interpretava il ruolo dell'uomo accarezzava i capelli del suo io ausiliare, interpretando invece il suo ruolo di donna si impaurisce. Si chiede successivamente che cosa le impedisca di lasciarsi andare al suo desiderio di avventura; eppure suo marito, con cui ha una buona intesa, le ha detto che non ne farebbe un dramma. È in lei dunque che sta l'ostacolo, l'ostacolo è interno.
Le si fa notare che era a proprio agio solo nel ruolo dell'uomo, "Vorrei essere un uomo" confessa con eccitazione. Al suo posto di donna non può fare altro che aspettare. Rispetto alla castrazione femminile, occupa un posto che non riesce a mantenere. "Ma in quanto uomo, non posso essere altro che castrata". Ha sentito, recitando, che le è del tutto impossibile essere ciò che non è, rubare il posto all'uomo, negare una differenza, avere il pene, come le è impossibile vedere quella che è, cioè una donna. Sappiamo da precedenti psicodrammi che il personaggio edipico con cui Lydia continua ad identificarsi è il padre. È sempre il padre che cerca negli uomini con cui vorrebbe avere delle avventure. L'uomo con il quale rappresenta la scena è d'altro canto più grande di lei di vent'anni. Dunque il suo rifiuto ad assumere il proprio sesso — a causa della fissazione al padre — è stato reso evidente da un'unica scena psico-drammatica : quando ha assunto il ruolo dell'uomo è stato l'uomo, il padre, che seduceva la donna che è lei. La donna che sa essere, quando occorre con il marito: hanno un'ottima armonia fisica ed una forte tenerezza. Ma nella misura in cui egli non è più per lei unico, da quando non conta più totalmente su di lui, ha ritrovato la difesa fallica. È un atteggiamento che nessuna donna perde mai nella misura in cui la sua indipendenza ne costituisce il prezzo.
In questo caso si può veramente parlare di bisessualità perché Lydia si sente uomo con certi partners e donna con un marito che ama. È bastata una scena durante la quale il terapeuta ha sottolineato la sua facilità ad essere uomo perché tutto ciò che concerne la sua inversione sessuale si rivelasse.
Ci si chiederà che sensazioni fisiche possa provare una donna che ha un desiderio maschile. Non ci risponderà Lydia ma Camille, in un'altra scena. Rappresenta la scena in cui durante un ricevimento abborda una giovane donna che le piace fisicamente perché le assomiglia: bruna come lei, con i capelli sciolti sulle spalle, gli occhi blu, le narici dilatate. "Desideravo prenderla così come un uomo prende una donna. Non era un desiderio diverso da quello che provo quando voglio fare l'amore con un uomo".
Dunque Camille erotizza un'altra se stessa senza sapere bene se lei è l'uomo o la donna. Il ruolo cambia ma si tratta, come per Lydia, di un'altra se stessa, il suo desiderio è narcisistico, un desiderio allo specchio, si prende la propria immagine e somiglianza. Se la base biologica del suo desiderio resta dunque autoerotica e femminile, la base fantasmatica è un desiderio di pene, un desiderio di essere un uomo che prende la donna come lei stessa è presa.
La situazione è qui totalmente invertita. È senza dubbio la rimanenza di un'epoca anteriore quando, nel suo desiderio di possedere il pene per la madre e per soppiantarla, la piccola Camille ha voluto assomigliare al padre da tutti i punti di vista.
Nell'articolo "Fantasie isteriche e loro relazione con la bisessualità" (trad. it. in Opere, vol. V, Boringhieri, 1 972) Freud ci dice che l’autoerotismo biologico e il fantasma non nascono nello stesso momento.
Che c'è di strano allora se qui si presentano dissociati? Il desiderio del pene appartiene ad un'organizzazione fantasmatica edipica più tardiva di quella che da origine all'autoerotismo biologico.
Anche nella storia di Fabienne si tratta di un fantasma maschile ma con desiderio e piacere biologico femminili.
Anche in questo caso una donna prende a prestito dall'uomo il pene che non ha. Ma qui la scena che si svolge è reale. Fabienne racconta come finì un congresso dove aveva incontrato una donna verso cui si sentiva attratta. Finirono col seguire entrambe a casa sua un uomo che si trovava lì e dopo reciproche carezze andarono tutte e due a letto con lui — si possedettero per pene interposto.
Come nel caso di Camille e di Lydia, si tratta di bisessualità.
Ma qui il fantasma di essere uomo è messo in scena con una realizzazione sul piano biologico.
Dissociazione tra desiderio biologico femminile e fantasma di essere uomo: proprio in questo consiste per le tre donne la grande rivelazione della persistenza della fase fallica. Ma questa rivelazione appare all'analisi solo in seguito: dopo che Lydia, Camille e Fabienne hanno rappresentato le scene rispettive.
Questa dissociazione bisessuale può essere dimostrata loro, è messo in evidenza un certo rifiuto della femminilità a causa del desiderio di essere un uomo.
Nello psicodramma, l'azione drammatica, facendo emergere l'inconscio, svolge la funzione di dimostrazione. Nella scena con Lydia è stato usato il ribaltamento dei ruoli, si è visto fino a che punto questa tecnica si adatti nell'inconscio, all'inversione sessuale e alla sua improvvisa scoperta.
Abbiamo approfondito, con l'aiuto di questi esempi, in cosa consiste questa inversione.
Una via diversa dal ribaltamento dei ruoli permette ugualmente allo psicodramma di indagare la bisessualità. Si tratta dell'interrogazione del sogno. È psicodrammatica nel senso che anche il gruppo e il suo discorso, al posto del sognatore, servono a chiarire il sogno.
La seduta ha inizio con un sogno di Celine. "Una donna molto esuberante e brutta portava due sessi; uno di questi, il sesso maschile, era enorme, spaventoso, prominente. Questa donna faceva l'amore con tutti eccetto che con me, perché il suo sesso mi faceva paura. La donna col sesso prominente fa l'amore anche con Octave, mio fratello. È una relazione molto pura".
Ora Octave è anche il nome dell'amante. Sospettando che Celine sia la donna del sogno — il sognatore è tutti i personaggi del sogno — il terapeuta le vuoi far rappresentare l'incontro di questa donna con Octave. Ma lei preferisce lasciare questo ruolo ad un'altra. Come nel sogno, si mette in un angolo e guarda. È lei che tuttavia sceglie la donna dal grande sesso: quest'ultima mima l'atto sessuale finendo per urtare l'io ausiliare.
Dopo la scena Celine dice di aver provato simpatia per questa donna : per forza, era lei stessa.
Veniamo in seguito a sapere che Celine, nella coppia costituita da lei e dal suo amante occupa la stessa posizione dominante che ha con il fratello, è lei l'elemento virile della coppia.
Georgette risponde a questo sogno dicendo che si ricorda di aver sognato di portare un sesso maschile. La mancanza di pene è la ferita della donna.
Sarà l'unica replica che Celine avrà da una donna. Replica tuttavia importante perché, sdrammatizzando la sua bisessualità, le fa ammettere meglio la sua particolarità. Ciò non impedisce a Georgette di avere un comportamento molto femminile e Celine può identificarsi con lei.
A Celine sarà rivolta anche la replica di due uomini che parleranno della propria bisessualità. Le riferiremo tra breve : queste repliche saranno oggetto del capitolo seguente.
È opportuno notare già da ora che Celine realizza nel suo sogno un desiderio di pene analogo a quello delle donne di cui abbiamo parlato.
E, dato che si tratta di un sogno, non ha bisogno di prendere a prestito il pene da un uomo, come fa Fabienne durante l'incontro reale che abbiamo riferito. Lei ribalta la situazione — possiede l'organo che le permette di imporre il suo primato all'altro. Essendo lei che detta la condotta all'uomo, possiede fantasmaticamente l'organo, come il sogno ci mostra.

II - La Bisessualità maschile

II pene, se per la donna è ciò che le servirebbe per essere uomo, è per l'uomo l'organo che deve essere protetto dalla castrazione. Tra l'uomo e la donna, la differenza esistente tra castrazione compiuta e minaccia di castrazione fa sì che, come abbiamo visto, egli si situi diversamente (1).
Abbiamo detto che per difendersi, dalla castrazione di fronte al padre, il maschietto si identifica alla madre. Vedremo inoltre che, più della bambina, è sensibile al desiderio di questa madre. Ciò attiene senz'altro al fatto che lui non cambia, al contrario della bambina, oggetto libidico; non passa dalla madre al padre, non si distacca da lei carnalmente.
Il rischio di questa identificazione è che sposi tanto bene il suo desiderio che questo desiderio di donna possa stornare completamente l'Edipo dal suo compimento maschile.
Per tornare alle repliche maschili al sogno di Celine, iniziamo con il sogno di Sacha:
"Sacha è sotto il tavolo, vicino alle gambe della madre, gliele accarezza, la madre all'improvviso gli prende la testa e se la mette tra le gambe. È là che scopre il padre, o piuttosto il sesso del padre: lo prende in bocca, provando un forte piacere".
Sacha in questo sogno è identificato alla madre che desidera il padre: gode del pene paterno. Qui il riconoscimento, da parte della madre, del desiderio del padre subordina lui, figlio, al desiderio del padre. Ma se preferisce la seduzione al confronto, e cioè un atteggiamento femminile di deviazione rispetto ad un atteggiamento di forza, resta biologicamente un uomo. In questo caso si vede come la sua bisessualità consista in una duplice identificazione : ad un padre che desidera la madre, e ad una madre che desidera un padre, in una sessualità biologica maschile — possesso delle donne, come il padre desiderato dalla madre — e in una sessualità fantasmatica femminile, dato che rifiuta lo scontro che comporterebbe la castrazione.
Notavamo che l'uomo dissimula meno bene della donna la propria bisessualità. È il caso di Sacha, il cui atteggiamento nel gruppo è fatto di dolcezza, di comprensione e di amore — raramente è aggressivo in gruppo. Se per poter funzionare biologicamente al di fuori della minaccia Sacha si vive fantasmaticamente come la madre, e come lei si mette a desiderare il padre, Jules, per rispondere al sogno di Celine, metterà in luce l'importanza di una madre completamente assorbita dal suo bambino. Sacha sembra così caratterizzato da una struttura isterica, e Jules da una struttura ossessiva. Jules ha soppiantato il padre nel desiderio della madre. Non senza danno. "Ho sempre avuto paura di essere una ragazza" ci dice. "Per compensare questa tendenza femminile e sentirmi più virile avrei voluto essere aviatore". Ed evoca con la sua voce dolce e tranquilla il rischio fisico violento, l'uniforme.
Non tarda ad interrogarsi sul desiderio di morte della madre nei suoi confronti durante un episodio anoressico di lui. Si ricorda che il desiderio della madre ha sempre pesato su di lui; lo iperproteggeva: "Perché non sono come gli altri?" "Perché siamo stati lì lì per perderti", gli risponde la madre nella scena in cui lo costringe a portare una sciarpa per andare a scuola.
La cosa più straordinaria è che Jules è diventato pediatra. Ha scelto una professione corrispondente al desiderio materno di iperprotezione dei figli, desiderio reattivo al desiderio di morte. D'altro canto abbiamo visto che questo era spesso il desiderio inconscio del medico.
Che cosa c'è di strano se egli è diventato medico?
Nel caso di Jules si vede quanto possa spingersi lontano questa identificazione che protegge meglio dalla castrazione maschile: verso un'identificazione con il desiderio inconscio materno. Il desiderio che predomina in lui è un desiderio di morte del bambino. E questo, nonostante anni di analisi, gli è stato rivelato dallo psicodramma.
È stato necessario il sogno di Celine per questa rivelazione. Nel discorso del gruppo tutto è risposta, ma risposta inconscia. Nel discorso del gruppo conta non il discorso manifesto ma il discorso latente. Jules non dice a Celine: "Ecco cosa succede ad un figlio quando una madre ha un desiderio di pene" e neppure "Quando in una coppia il padre è soppiantato, il figlio non può far altro che diventare una ragazza — si mette sempre dalla parte del più forte". Le risponde soltanto con la sua storia di Edipo invertito. Il terapeuta o il gruppo mettono in rilievo le implicazioni latenti di questa risposta. In psicodramma dunque un sogno non viene interpretato come in analisi: le associazioni vengono fatte tanto dal sognatore che dai partecipanti. In ciò consiste l'utilizzazione psicodrammatica e non psicoanalitica del sogno.
Con l'Edipo invertito dell'ossessivo si pone necessariamente un'altra questione: quella del posto del padre.
Dato che è nevrotico e non perverso o psicotico, il posto del padre in Jules è preservato sotto forma di questo aviatore eroico, padre ideale sostitutivo con cui si è identificato volendo affrontare il rischio fisico della morte —seguendo, senza dubbio, il desiderio della madre.
Si può essere tentati a cercare di comprendere cosa distingue la bisessualità maschile dall'omosessualità. Invece di fare un discorso teorico sul problema preferiamo rievocare, anche qui, il caso di Pascal. Si vedrà come una sola seduta di psicodramma gli ha rivelato la sua inconscia sottomissione al desiderio della madre. Si vedrà anche cosa distingue il bisessuale dall'omosessuale: la difesa contro la castrazione è rimasta una semplice difesa, il pene del bisessuale è stato messo in riserva ma non cancellato come nell'omosessuale, che di continuo esige di ritrovarlo nel partner e di riassicurarsi della sua presenza.
La castrazione, il più delle volte, non appare come tale, ma in uno spostamento: nel caso di Pascal sarà un certo sguardo a scatenare la scena omosessuale.
Pascal comincia col fare nel gruppo una commedia riuscita: il suo comportamento è quello di un personaggio virile, la sua bella voce profonda rafforza lo splendore delle sue formule intelligenti e brillanti. Il che gli merita la curiosità e l'interesse dei partecipanti.
Ma Pascal non tarda a confessare che questa riuscita facciata sociale copre una profonda disperazione. Per questa ragione è entrato in analisi: per cercare di capire se stesso è venuto al seminario di fine settimana.
Che chiede? Di essere aiutato a sbarazzarsi del suo personaggio, costretto a proporlo agli altri, non sa più neppure lui chi è: porta una maschera. Vorrebbe essere sorpreso, pur avendone paura, dalla verità dello psicodramma.
Rivelandogli il desiderio della madre siamo riusciti ad aiutarlo.
Il fratello è morto quando aveva tre anni e la madre viveva nel ricordo del morto.
In una prima scena con la madre, si tratta, della preoccupazione della madre per questo figlio solitario e non sposato.
"Lo sa che sono omosessuale?" si chiede di fronte al gruppo. Il gruppo era ben lungi dall'essersi posto la domanda.
Pascal parla dei suoi innumerevoli rapporti "passeggeri, assurdi, venali e senza sbocco". L'immagine che ha di questi ragazzi è di persone più vecchie di lui (mentre in realtà è il contrario, si tratta di ragazzi molto giovani). Cerca in loro un certo sguardo disperato. Non parla con loro, dice, va a letto con questo sguardo. "A questi poveri ragazzi magri e senza natiche dico semplicemente: sei il più bello. Mi serve lo sguardo".
Senza alcun dubbio è il fratello più vecchio che l'ha fissato a questi ragazzi. Rappresenta con loro una partitura in cui è al tempo stesso suo fratello e sua madre. Hanno lo sguardo disperato di questo fratello maggiore che sta per morire. Egli è questa madre, ma anche questo disperato.
Si presenta a questi compagni come un disoccupato che trascina la vita, mentre invece ha una condizione brillante. Formula per loro una lamentela che falsa la verità: così Pascal ritrova il desiderio della madre per il bambino morto. Questa parola più vecchio, il suo modo di forzare la sua storia per farla assomigliare ad una partitura completamente costruita, attirano maggiormente l'attenzione dell'ascoltatore.
Tutto, compreso il suo presentarsi al gruppo, è più scena che verità. Incontra solo immagini, con cui va a letto, da qui la sua disperazione e la solitudine.
È la stessa disperazione del fratello, di continuo rimesso in scena in un palcoscenico dove lui è la madre che si prende cura di questi ragazzi abbandonati.
E così nell'omosessuale uno scenario sorge dal desiderio inconscio -desiderio caratterizzato dalla bivalenza del personaggio, il soggetto è sia la madre che il bambino - la necessità quasi feticista di un tratto invariabile nell'altro rende il partner omosessuale più simile ad un porta-bandiera (un porta-pene) che ad un soggetto. È questo distacco quasi castratore dell'organo pene-sguardo da chi lo porta, che lo distingue dal bisessuale, dove il desiderio della madre non ha gli stessi effetti alienanti perché il padre è preservato.
In definitiva sarà determinante il posto del padre nel desiderio; nel sogno di Sacha la madre desidera il padre, tra le cosce di lei incontra il sesso paterno. Si assiste ad un movimento duplice. In un primo tempo Sacha realizza l'incesto, mette la testa tra le cosce della madre. Ma, in un secondo tempo, riconosce qui la presenza del padre, e ne succhia il sesso. Invece dello sperato cunnilingus compie la fellatio; la presenza del padre nel desiderio della madre determinerà la sua identificazione.
Se nega il padre reale, la madre dell'ossessivo riconosce la legge di un uomo diverso dal padre, di un uomo ideale, in tutto superiore a chi ha preso per sposo. Questo desiderio si ritrova in Jules sotto forma di un ideale di virilità, essere aviatore. Il posto del padre è quindi preservato.
Questo posto diventa il pretesto per una commedia derisoria in Pascal: si comporta socialmente da uomo, da il cambio, ma gioca d'astuzia con la legge. Nel suo comportamento privato c'è questo canovaccio ripetitivo in cui è la madre che desidera un figlio disperato. Vive non come Jules nell'ideale dell'uomo, ma nella commedia virile.

III - La fase fallica e la bisessualità

Conviene ora ricollocare la bisessualità nell'uomo e nella donna. È una rimanenza dello stadio fallico, il segno di un Edipo non risolto. Ma cosa vuoi dire risolvere il proprio Edipo? In che modo, in altri termini, il bambino maschio abbandona la paura del padre, in che modo la bambina accetta di rinunciare al desiderio del pene?
E in primo luogo, dove si situa la paura del bambino? Senza dubbio non a livello fantasmatico unicamente, altrimenti la sua paura sarebbe derisoria, si situa a livello simbolico. A questo livello la legge si fa corpo, la parola si incarna, la castrazione minaccia, e la struttura opera. Il simbolico infatti produce sullo psichico gli stessi effetti che il reale della fisica  provoca sui corpi. Imparando a parlare, prendendo sul serio le parole dei genitori, così il bambino accetta al tempo stesso la loro legge. Questa legge è, prima di tutto, quella del padre nella misura in cui la sua parola è ripresa nel discorso della madre e in cui anche la madre si sottomette alla sua legge. Questo riconoscimento si produce solo nella misura in cui la donna vi subordina la soddisfazione del proprio desiderio, senza dubbio sessuale, ma anche simbolico. Il bambino è questo simbolo in quanto è l'equivalente della di lei rinuncia al pene. Rinuncia che avviene durante un'equazione simbolica del pene al bambino... Ma, perché il bambino non abbia più paura della legge del padre e cessi di essere donna, di fronte a lui, è necessario che la legge sia umanizzata. Questo non riuscirebbe a prodursi per il bisessuale, che continua a temere il padre.
In altri termini, perché la parola del padre cessi di essere temibile e cessi di rappresentare la legge del padre Superegoico, è necessario che il padre abbia una faglia, che il desiderio per sua moglie segni la sua debolezza e che sua moglie risponda a questo desiderio. Come Lacan ci insegna, vi sono tre tempi nell'Edipo:
- in un primo tempo il bambino è soggetto alla madre;
- nel secondo tempo incontra la legge temibile del padre;
- in un terzo tempo la legge si umanizza.
Al secondo tempo corrisponde l'inversione del bambino, al terzo la sua identificazione ad un padre umanizzato, cioè ad un padre desiderante. È così che si produce il passaggio dall'identificazione con il desiderio della madre all'identificazione con il desiderio del padre.
Abbiamo visto che l'identificazione del figlio con il desiderio della madre rappresenta per lui l'estremo pericolo e come in ogni modo lo ancori nella bisessualità; per preservare l'integrità del pene, cioè la possibilità di desiderare secondo il proprio sesso, si difende mettendolo tra parentesi. L'omosessualità maschile ci mostra che la derisione della legge fa oscillare un soggetto in una fissazione irreversibile al pene feticizzato dell'altro. Pene staccato dal soggetto come solo oggetto di desiderio possibile in uno scenario monotono (non si è lontani dallo stivaletto anonimo del feticista).
L'Edipo della donna è molto diverso. La bambina rinuncia al pene per il bambino; ma ottiene il bambino attraverso il pene.
Nella Femminilità come mascherata, Joan Rivière chiede: "Quand'è che una donna rinuncia al desiderio del pene?". Risposta: "Mai". "Se le donne che aspirano ad una certa mascolinità possono rivestire la maschera della femminilità per allontanare l'angoscia ed evitare la temuta vendetta da parte dell'uomo" solo raramente depongono le armi. La femminilità non è che mascherata.
Si pensi a cosa sarebbe, in realtà, una vera femminilità. Protetta, isolata dal marito, che conta solo su lui e vivendo solo per lui, la donna abdicherebbe ad ogni ambizione sociale o intellettuale personale, non conciliandosi queste con gli obiettivi a cui si è dedicata.
Ciò che l'esperienza ci mostra piuttosto è la doppia natura della donna: femminile e maschile. Fino ad un certo punto la donna rinuncia alla sua natura virile, per lo meno per un certo tempo (l'esempio di Lydia lo dimostra), ma poi si riprende. La bisessualità fa parte della sua natura. La fase fallica non viene mai liquidata totalmente.
Per Lydia è stato sufficiente che il marito non fosse più l'unico. Questo non manca mai di verificarsi. Quando si riprende, la donna trova una difesa fallica.
In questo caso l'accento è posto sul primato del fallo. È il fatto di possederlo sotto forma di organo o sotto forma equivalente —di presenza — ciò a cui ognuno aspira. La donna lo cerca nell'uomo, ma lei è per l'uomo il fallo che egli non ha. Tanto è vero che la castrazione — la mancanza — è la legge fondamentale, quella che regola i rapporti umani, e anche i rapporti che avvengono nello psicodramma.
Per nascondere la loro mancanza gli uomini, come le donne, mascherano nello psicodramma la loro bisessualità e a maggior ragione la loro omosessualità. Gli uomini più delle donne. Tuttavia negli uomini l'apparenza inganna di meno.
Abbiamo visto che sia mediante il gioco e il ribaltamento di ruolo, sia mediante il discorso al presente, — discorso latente del gruppo che rivelandosi in una sorta di azione comune decifra il sogno —, il terapeuta e i partecipanti si fanno buoni ascoltatori e buoni osservatori. La dimensione dell'ascolto e dello sguardo sorprende il bisessuale nella sua inversione. A volte basta un'unica seduta.

(1 ) G. e P. Lemoine, Lo psicodramma, Feltrinelli, 1973, p. 228). (2) G. Lemoine "Le traitement du rêve en psichodrame", in Bulletin de la SEPT, 1973. XXXI.


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SUMMÀRY / RESUMÉ / ZUSAMMENFASUNG / RESUMEN


Bisexuality and psychodrama
Referring back to the debate of the years 1928-1930 between Freud and E. Jones, the Author reaffirms the universality of the inverted Oedipus complex. In the first part bisexuality in women, especially in the form of penis-envy, is studied in connexion with the cases of three women in psychodrama. In the second part the Author deals with male bisexuality, analyzing the cases of three men. The last section takes up the problem of the relationship between phallic stage, Oedipus complex and bisexuality. Following Lacan, the Author identifies three constituent stages of the Oedipus complex: subjection of the child to the mother, submission to the word of the father, and humanization of paternal law.

Bisexualité et psychodrame
A partir du débat entre Freud et E. Jones dans les années 1928-1930 au sujet de la phase phallique, l'A. affirme l'universalité de l'Oedipe inverse. Au premier paragraphe il évoque la présence de la bisexualité chez la femme, surtout dans la forme d'envie du pénis, par rapport a trois cas de femmes en psychodrame. Au second paragraphe l'A. considère la bisexualité masculine par l'analyse de trois cas sujets mâles. Le dernier paragraphe reprend le problème théorique du rapport entre phase phallique, Oedipe, et bisexualité, et il isole, dans la ligne de Lacan, trois phases constitutives de l'Oedipe, qui vont de l'assujettissement de l'enfant a sa mère jusqu'à l'humanisation de la loi paternelle.

Bisexualität und Psychodrama
Ausgehend von der Debatte, die Freud und M. Jones in den Jahren 1928-1930 über die phallische Phase führten, bestätigt der Autor die Universalität des invertierten Oedipus. Im ersten Abschnitt wird die weibliche Bisexualität, die sich vor allem im Neid auf den Penis  äussert, anhand von drei Fällen im Psychodrama behandelt. Im zweiten Teil stellt der Autor Betrachtungen über die Bisexualität des Mannes an und analysiert drei Falle männlicher Patienten. Der letzte Abschnitt kommt zurück auf das theoretische Problem des Verhältnisses zwischen phallischer Phase, Oedipus und Bisexualität und kristallisiert, im Kielwasser Lacans, drei konstitutive Oedipusphasen heraus, die von der Unterwerfung des Kindes unter die Mutter bis zur Vermenschlichung des väterlichen Gesetzes reichen.

Bisexualidad y psicodrama
Partiendo de la discusión entre Freud y E. Jones en los anos 1928-1930, a propòsito de la fase fàlica, el Autor afirma la universalidad del Edipo invertì do. En el primer pàrrafo, la presencia de la bisexualidad de la mujer, sobre todo bajo la forma de envidia del pene, se cita en relación a tres casos de mujeres en psicodrama. En la segunda parte el Autor considera la bisexualidad masculina analizando tres casos de individuos de sexo masculino. El ùltimo pàrrafo retoma el problema teòrico de la relación entre fase fàlica, Edipo y bisexualidad y aìsla, siguiendo el camino de Lacan, tres fases constitutivas del Edipo que van desde el sometimiento del nino a la madre hasta la humanización de la ley paterna.

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