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IL RISCHIO DELLA FELICITA' megasocioplay per studenti e Cacatoa con lettere aperte ai passanti di Siena - 2011

 

Vanessa Rusci e Andrea Bassega

 
 

Il Rischio della Felicità (legato a un profilo Facebook degli studenti di Siena) è un mega-sociodramma on the road, il primo, del suo genere, realizzato in Europa. Nasce, quasi per gioco, dall'invito di Luciana Santioli a creare un socioplay di "prevenzione della tossicodipendenza" per la Consulta degli Studenti di Siena, con finanziamenti leggeri, alcuni sponsor come il Comune e molto entusiasmo. 
Ho immaginato un evento dedicato alle possibili alternative alla droga. Non contro la droga. Un gioco, stratificato in vari momenti e sottogruppi, che ai ragazzi e alle ragazze vuole offrire incontri spiazzanti tra Caos antidepressivo e Ordine giocoso in una città come Siena, sospesa tra capolavori di pietra e la corsa del Palio. 
L’improvvisazione degli studenti passa per alcune tappe semi-strutturate, alterna giochi di pet-therapy, con due cacatoa parlanti e giocherelloni, alla distribuzione di cinque bibliografie da distribuire come figurine. E culmina nella scrittura di una lettera sulla felicità che ognuno degli studenti/esse indirizza a se stesso/a. L'idea del megafono, in cui gridare al cielo una frase sulla felicità, è una segnalazione, fatta da Fabio Bonvicini, di Say Something Nice, l'ultimo evento di Charlie Todd, uno dei più geniali performer di improvvisazione di oggi. E' possibile gustarla, nella sua versione New Yorkese, sul sito di Improv Everywhere. Nel finale il gioco prevede il trasferimento dei players da uno spazio ecologico come l’Orto de Pecci a una delle piazze più famose del mondo. Con un’offerta di fiori e un’inversione di ruolo che coinvolgono i passanti della città: sorpresi, spaventati, volenterosi, complici.... ciascuno a suo modo.  
In cima alla scaletta è giusto dichiarare che il progetto ha attivato subito diversi contributi teorici, tecnici e pratici.

Il primo contributo è quello di Antonio Rossi, uno dei creatori della  tecnologia iPov3 (disponibile su App store) con cui Plays ha deciso subito di realizzare un’operazione video speciale dell'evento di Siena (da affiancare al classico montaggio delle riprese per la page video del sito www.plays.it).
In che senso speciale? Che cosa è iPov3
Si tratta di un rivoluzionario tipo di video fruibile su Ipad (altre piattaforme sono in corso di sviluppo) che, con  un semplice movimento del dito sullo schermo, permette all’utente di cambiare all’istante inquadratura, muovendosi dal centro a Nord, Sud, Est e Ovest. Ad esempio, se guardi sul video il campo largo di una partita a tennis, muovendo il dito a destra inquadri il giocatore a destra; muovendolo a sinistra, il giocatore di sinistra. Muovendolo in alto, vedi una parte della tribuna e muovendolo in basso, il guardialinee. Sempre con lo stesso audio, naturalmente.
Questo sistema di visione, interattivo, aperto e affidato alle scelte dello spettatore, riesce a cogliere, come nessun montaggio classico potrebbe fare, la sincronia di diversi aspetti e momenti che fanno parte di qualsiasi evento. A maggior ragione, nel caso di un incontro di gruppo con centinaia di partecipanti. 
Sono rimasto affascinato dall’utilità rivoluzionaria di iPov3 per analizzare i dettagli di uno psicoplay o una sessione di terapia della famiglia, in cui ogni intervento dello psicologo attiva una reazione diversa nei diversi soggetti presenti nello spazio terapeutico: il protagonista, l’ego ausiliario, gli altri membri del gruppo… Le loro reazioni, a ben vedere, sono tutte interessanti e lo stesso conduttore potrebbe cercarne una in particolare, nel momento in cui rivisita il suo lavoro per ragioni di studio o supervisione o di formazione professionale. 
Quando realizzai per Raitre la serie di psicodrammi di Da Storia Nasce Storia non fui il solo a lamentare che la regia televisiva di Claudio Bondì, per quanto sensibile ed eccellente, avesse dovuto scegliere per ogni momento un’inquadratura sulle tante possibili, una volta per tutte, sacrificando, per sempre, il resto. A prescindere dal fatto che questa scelta avvenga in fase di montaggio, come in cinema, o in diretta come in televisione, la scelta è irreversibile. Funziona, più o meno bene, dal punto di vista estetico. Ma disfunziona dal punto di vista della ricerca perché è chiusa e limitante. 
Attualmente esiste un solo video realizzato in iPov3. Applicarlo a un socioplay come il Rischio della Felicità significa contribuire con un colpo solo allo sviluppo di due tecniche apparentemente lontane ma in realtà vicine, in quanto tese entrambe alla comunicazione interattiva. 
Il nostro socioplay e questa nuova tecnica digitale erano fatti l’uno per l’altro, visto che un socioplay per centinaia di ragazzi in grandi spazi aperti non è un evento unitario ma vive di sottogruppi e controscene. La troupe comprendeva cinque operatori (uno  per angolo) più uno di servizio, coordinati da Enrico Francese e Antonio Barra.La loro partecipazione è stata tempestiva e molto efficace.Un ringraziamento finale. Il merito dell’organizzazione a Siena è di Luciana Santioli, psicologa e psicodrammatista ma anche fotografa e coordinatrice di un team di quattro fotografi professionisti. Il suo lavoro ha permesso di affiancare ritratti di adulti a quelli scattati dai ragazzi coi cellulari ed è visibile sulla page di Facebook dedicata a Il rischio della Felicità. Senza Luciana la felicità non avrebbe corso alcun rischio.

 

 

 
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